Experimentalia

Appunti raminghi

L’importanza di chiamarsi Vim

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Riprendo, dopo un lungo silenzio, a riportare qualche appunto su queste pagine.

Ovviamente lo faccio con una annotazione di scarsa utilità🙂.

Chi  usa vi/vim si sarà trovato, voglio sperare di non essere il solo, ad avere alcuni problemi con lo spostamento del cursore in modalità editing. Se, per distrazione, si usano le frecce di direzione per spostarlo prima di aver premuto il nostro fidato <esc>, ci si trova con una nuova riga contenente un solo carattere che cambia a seconda della direzione che volevamo far prendere al nostro cursore. E più volte lo si preme (repetita juvant) più righe appaiono.

Se il problema si verifica, non è detto, infatti, che la vostra installazione lo evidenzi, la soluzione è tanto breve quanto banale: invocare vim con il suo nome esteso, vim appunto, piuttosto che con il più tradizionale e conciso vi (che mette vim in modalità compatibile con vi e genera il problema).

Se volete continuare ad invocare vi ma non volete che il problema si ripresenti non vi serve altro che un semplice alias per risolvere il tutto: alias vi=’vim’

E questo e tutto (che per un post che può essere riassunto in – chiamate vim con il suo nome invece che vi – mi sembra abbastanza)

Written by Eineki

giugno 16, 2008 a 8:41 am

Pubblicato su linux, quick fix

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