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Appunti raminghi

Bash: redirigere i file descriptor / 2

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Ci siamo lasciati con l’amaro in bocca, vi avevo promesso giocolerie impreviste, si magari avrò anche esagerato, e vi ho lasciato dopo aver appena introdotto gli operatori di redirezione in bash.

Sono qui per rimediare e ci mettiamo subito a lavoro. La volta scorsa abbiamo parlato dei tre file descriptor predefiniti ma avevo anche accennato alla possibilità di avere anche altri file descriptor aperti. Per aprirne uno non bisogna far altro che reindirizzarlo dove meglio ci aggrada.

Per esempio provate a digitare il comando

echo “ciao 12” >&12

Che genererà un messaggio di errore e poi provate a digitare un comando simile ma funzionante (anche se apparentemente inutile)

echo “Il comando di prima non funzionava, questo si” 12>&1 >&12; echo “anche questo non funziona” >&12

Non è inutile perché ci fa capire due cose: che i reindirizzamenti procedono da sinistra a destra e che i file descriptor non standard vengono chiusi al termine dell’esecuzione di un comando/script.

Per inciso, è possibile chiudere esplicitamente un file descriptor utilizzando la sintassi n>&- dove n è il file descriptor da chiudere.

Possiamo anche rendere permanente una redirezione, o l’apertura di un file descriptor utilizzando exec. Questo comando non fa altro che lanciare una shell che sostituisce quella attuale e, nel fare ciò è possibile aprire dei file descriptor o reindirizzarne altri.

Per provare quest’ultima affermazione proviamo a farci uno scherzo. Apriamo due terminali e lanciamo il comando tty che non fa altro che stampare a video lo pseudofile cui è connesso il terminale. Da X troverete che il risultato sarà qualcosa di simile a  /dev/pts/0 ed a /dev/pts/1 per l’altra finestra.

A questo punto in nella prima delle due invochiamo il comando exec >/dev/pts/X dove X deve essere l’id del terminale della seconda finestra e voilà, l’output della vostra prima console andrà a finire tutto nella seconda (ad eccezione dello standard error che non viene influenzato). Per tornare alla normalità bisognerà semplicemente ridare il comando facendo puntare la redirezione alla console legittima.

Vi lascio con un’ultimo trucco:

command 3>&1 1>&2 2>&3

che non fa altro che scambiare tra di loro i file descriptor di standard output e standard error, nel caso servisse.

E questo è tutto, per ora

Written by Eineki

luglio 10, 2008 a 1:53 am

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