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Libri da scaricare: Ebook ovvero ne E ne book

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Ebook ovvero né e né book

Ebook ovvero né e né book

E’ un po’ che penso di recensire questo libro. Metto subito le mani avanti dicendo che non si tratta di un testo tecnico ma della trascrizione di una presentazione incentrata sulle implicazioni sociali della diffusione sempre più capillare degli ebook.

Cominciamo subito a dire che gli ebook di cui parla Doctorow non sono i lettori hardware che si stanno diffondendo, a fatica, in questo periodo. Non si parla neanche di un particolare formato per la loro codifica. Per Doctorow un ebook non è  che la trasposizione elettronica della sua controparte cartacea. E questo apre una serie di possibilità che ai testi tradizionali sono preclusi.

Userò qualche parola difficile per tratteggiare meglio il concetto propagandato dall’autore: un libro di carta non è altro che la reificazione del messaggio che il testo vuole proporre al lettore. In parole più semplici, stampare un libro è trasformare l’insieme di pratiche, cito letteralmente dal testo, che formano l’essenza vera del libro in un oggetto fisico che possa essere manipolato. C’è bisogno, o meglio c’era bisogno, della carta perché altrimenti sarebbe stato impossibile trasferire le informazioni che vogliamo diffondere, sia anche il contenuto di un romanzo.

Un libro non dovrebbe essere considerato meno libro se trasformato in un formato, penso alle cassette audio per i non vedenti, che non comprende pagine da sfogliare.

L’uso di computer, anche in una forma meno familiare come gli ebook-reader, permette ai lettori di risalire verso l’idea di libro, e niente (a parte i drm) vieta loro di ridiscendere verso il mondo delle cose reali ad esempio stampando il libro o facendolo passare attraverso uno screenreader che lo trasforma in parlato (e da li registrarlo su un nastro o un cd).

Le opportunità migliori, però, si rivelano mantendo il testo in una forma smaterializzata e usandolo come base di partenza per elaborazioni creative. In definitiva la diffusione degli ebook avrà un impatto sull’editoria pari all’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg. Ovviamente la cosa non sarà indolore per nessuno, ma la democratizzazione dell’editoria è inarrestabile. Che sia giusta, necessaria o no dipende dai punti di vista, ma questa è una vecchia storia.

Anche il Copyright, il diritto d’autore in Italia, dovrà cambiare. Come e quando non è ancora chiaro ma più passa il tempo più evolvono soluzioni alternative alla vecchia clausola «tutti i diritti riservati».

La paura degli scrittori di perdere il controllo del loro lavoro dovrebbe essere limitata dalle nuovo opportunità che i nuovi mezzi di distribuzione portano con se.

Il resto dovrete scoprirlo da soli leggendo il testo. Si tratta di sole ventidue pagine ma dense di spunti di riflessione. Un testo che val la pena di leggere. I tipi sono Apogeo la licenza è, ovviamente, di pubblico dominio.

Written by Eineki

giugno 28, 2009 a 6:20 am

Pubblicato su ebook, recensioni

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