Mootools Plugin: Form Wizard

Questo fine settimana l’ho passato a creare un plugin per MooTools.
Non sono riuscito a trovare un componente che permettesse di trasformare una form in un wizard e quindi ne ho creato uno da solo.

Potete trovare FormWizard, l’ho chiamato così in un accesso di creatività, su MooTools Forge.

Ogni suggerimento, a partire dallo stile di scrittura a suggerimenti su come aumentarne le funzionalità sono, al solito bene accetti. Resta inteso che non è detto che poi ne faccia effettivamente uso o tesoro, potrei non condividerli 😉

Troverete allegati al codice degli esempi di utilizzo.

Aspetto commenti?

Web developer tools: firebug(++)

Chi programma per il web da qualche tempo sa quali passi avanti siano stati fatti grazie a firebug, una estensione per firefox che ne ha fatto lo strumento preferito per gli sviluppatori web. Con questo articolo parte una serie di post dedicati alla segnalazione di tool che semplificano la vita del programmatore web.

Solitamente utilizzo, sarebbe meglio dire utilizzavo, due addon per sviluppare in javascript (script che mi vergogno di far vedere anche a mia madre, che è capace di affrontare una closure con la stessa disinvoltura che ha nel discernere le differenze tra l’aramaico antico originario del nord del Sinai ed i dialetti tipici delle popolazioni del mar morto).

DISCLAIMER – ATTENZIONE

Firebug++ non esiste, ovviamente, ho scelto di utilizzare questo nome per indicare la combinazione di firebug con una serie di addon che lo potenziano ulteriormente.

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Spigolature: Il lavoro, L’Istat e Annozero

Si, l’innumerevole e unesimo tentativo di imitazione (anche se di questo tentativo non penso se ne vanteranno mai)!

E’ un pò che penso a questa specie di rubrica, l’archivio di bozze è pieno di post che cominciano con una frase simile a questa. Stavolta potrebbe essere la volta buona, si tratterà di una serie di post estemporanei e legati alla cronaca e che ripostano brevissimi commenti su argomenti che mi colpiranno particolarmente. Niente di trascendentale, ovviamente, ma qualcosa letteralmente slegato dai temi che tratto (quando riesco a postare 🙂 ) normalmente. Se non vi interessa quanto c’è scritto, non dovrete far altro che saltare il post.

La settimana scorsa sono stato colpito dalla concomitanza di due notizie, la prima che l’Istat non pubblicherà più i dati relativi agli scioperi in Italia perché considerato un compito troppo costoso, l’altra, più che una notizia è la reazione avuta da Emilio Fede durante la scorsa puntata di Annozero in relazione ad un servizio su alcuni lavoratori che sono stati costretti a salire su una gru per poter essere pagati dopo aver lavorato per mesi senza stipendio. Lavoratori extracomunitari, probabilmente clandestini, visto che lavorando in nero, non penso avessero diritto al permesso di soggiorno. Ma non è delle politiche sull’immigrazione italiane che voglio discutere. Quello che mi interessa è evidenziare come si sta chiudendo la morsa sul lavoro dipendente in questi ultimi tempi (almeno dal punto di vista mediatico).

Da una parte si riduce la visibilità alle vertenze, adducendo a costi insostenibili la decisione di smettere di tener conto di quante ore di sciopero vengono fatte in un anno.

Senza una fonte terza a cui fare riferimento non potremo far altro che seguire la solita battaglia di cifre tra chi li scioperi li fa e chi li subisce.

Sommate a questo l’atteggiamento di certa informazione che pensa di non dover assicurare copertura mediatica alle proteste per scoraggiare iniziative spettacolari che potrebbero sfociare in una tragedia1.

Condite il tutto con i tentativi di aggirare l’articolo 18 introducendo l’assenso preventico all’arbitrato nell’ultima legge approvata in Senato, e rimandata alle camere dal Presidente della Repubblica.

Che dire, ci aspettano tempi duri.

1) Senza contare l’intento di evitare il danno d’immagine per la società italiana che, nel caso in questione, si scoprirebbe razzista oltre che sfruttatrice.

Vi: auguro Buona Pasqua a tutti

Il titolo è fuorviante ma, come ad ogni Pasqua che si rispetti, bisogna regalare, insieme al cioccolato una sorpresa.

Per il cioccolato, visto il medium utilizzato, non sperate di averne neanche una briciola (che a me poi non piace ed a casa mia in questi giorni si soffre parecchio).

Per la sorpresa, invece, ho pensato di nascondere, neanche troppo, un suggerimento nel titolo del post.

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