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Appunti raminghi

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

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Copertina Fahrenheit 451«Sapete» proseguì «che i libri hanno un po’ l’odore della noce moscata o di certe spezie d’origine esotica? Amavo annusarli da ragazzo. Signore, quanti bei libri c’erano al mondo un tempo, prima che noi vi rinunciassimo!»
Faber continuava a voltar le pagine.
«Signor Montag, voi avete davanti un vigliacco. Io vedevo la piega che stavano sempre più prendendo le cose, ma molto tempo fa; ma non ho detto nulla; sono uno degli innocenti che avrebbero potuto parlar chiaro e tondo quando nessuno era disposto a dar retta al “colpevole”, ma non ho aperto bocca, diventando così colpevole a mia volta. E quando finalmente si giunse a organizzare legalmente il rogo della carta stampata, con la creazione delle milizie del fuoco, brontolai un poco e poi tacqui, perché ormai non c’era più nessuno che brontolasse o urlasse al mio fianco. Ora, è troppo tardi.»
….
«Che cosa vi ha scosso talmente? In che modo la torcia vi è stata strappata di mano?» «Non lo so. Abbiamo tutto quanto occorre per essere felici, ma non siamo felici. Manca qualche cosa. Mi sono guardato intorno. La sola cosa che ho visto mancare positivamente sono i libri che io avevo bruciato in questi ultimi dieci o venti anni. E allora ho pensato che i libri forse avrebbero potuto essere utili.»
«Voi siete un romantico irrimediabile.» disse Faber «Sarebbe una cosa buffa, se non fosse tragica. Non sono i libri che vi mancano, ma alcune di quelle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate via radio e televisori. Ma ciò non avviene. No, non sono affatto libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film, e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stesso. I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c’è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell’Universo per mettere insieme così un mantello di cui rivestirci.»

Ray Bradbury Fahrenheit 451, pag 96, 97 e 98 (nella traduzione di Giorgio Monicelli)

Ed anche per quest’anno, questa serie di post ormai pare aver preso una cadenza annuale, siamo qui a ricordare un libro con l’affetto che prov(iam)o per le sue pagine e per le sue frasi più significative. All’anno prossimo😉

Questo è uno dei libri che ho amato di più, a partire dall’irripetibile (e mai superata) copertina. Ci sono libri migliori: più raffinati, più complessi, più formativi, più eleganti, più scorrevoli; sono il primo ad ammetterlo, ma non posso farci niente, questo libro mi affascina, ogni volta che lo apro, e continuo a riaprirlo spesso.

La storia è presto detta: In un futuro non molto diverso dal presente i libri sono stati indicati come un pericolo per la salute sociale e vengono attivamente ricercati e distrutti. I loro cultori perseguitati fino alle estreme conseguenze, per loro e per la società stessa, votata all’autodistruzione. Una serie di peripezie porterà un vigile del fuoco dall’essere censore modello a paria detentore di una futura eventuale rinascita.

Written by Eineki

ottobre 7, 2010 a 2:30 am

Pubblicato su estratti, libro

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