Linux: Recuperare le foto cancellate da una memory card

Photoframe

Oggi pomeriggio ho passato qualche ora di panico nel tentativo di recuperare una foto cancellata per errore da una memory card. Ho addirittura temuto di dover usare qualche programma per windows!

Cominciamo dall’inizio. L’interfaccia della nuova macchina digitale compatta è inversamente proporzionale alla qualità delle foto: pessima. Come risultato, mentre si sfogliano le foto si rischia di cancellarle. Si, è richiesta la conferma dell’azione ma non crederete che mi metta a leggere gli avvertimenti di una macchina fotografica 🙂 .

Torniamo a noi. Ho dovuto scartabbellare per un bel po’ tra le decine di pagine riportate da Google prima di trovare Photorec e TestDisk,  i  programmi segnalati in questo post.

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Libri da scaricare: Linux From scratch

Linux From Scratch
Linux From Scratch

Le segnalazioni di libri in italiano continuano con la traduzione italiana di Linux From Scratch. Un manuale ad uso di chi volesse compilare, a partire dai sorgenti, un intero sistema linux.

Per capire come funziona un sistema operativo non esiste miglior modo che costruirne uno da zero. Certo non vi troverete a scrivere centinaia di migliaia di righe di codice per occuparvi della gestione di periferiche e processi, i sorgenti delle varie componenti di Linux sono liberamente disponibili e sarebbe stupido non approfittarne.

Quello che imparerete a fare, se avrete la pazienza di seguire la guida, è assemblare dai sorgenti la vostra personale distribuzione linux.

Oltre a capire come assemblare il sistema, meglio dei fan di Gentoo che al vostro confronto faranno la figura di normali utilizzatori di distribuzioni a la Ubuntu, avrete una installazione di Linux adatta alle vostre esigenze.
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Libri QUASI gratis da scaricare: 5 libri in pdf al prezzo di 1

Riprendo a scrivere qualche velocissima news sul blog, il tempo sarà tiranno almeno fino alla fine del mese di febbraio, per segnalare un’offerta di una casa editrice australiana (Che finirà il 13 febbraio e quindi dovrete fare in fretta).

Sitepoint, la casa editrice in questione, ha aperto una raccolta di fondi da donare alla croce rossa australiana per le vittime degli incendi che stanno impervensando in questi giorni. L’offerta, raggiungibile da un’apposita pagina,consiste nel poter acquistare 5 (cinque) degli ebook disponibili pagandone solamente 1 (uno). Tutto il ricavato verrà donato e, in un solo giorno sono stati giù raccolti più di 75000 dollari.

Un’occasione per comprare qualche libro elettronico (in inglese) e fare, nel contempo una buona azione.

Dovrete fare in fretta, però, perchè l’intera iniziativa dura tre giorni (ed il primo è già passato).

Avrete ovviamente bisogno della carta di credito per poter acquistare ma 29.95 dollari (circa 23 euro) per un pacchetto di 5 libri a scelta tra tutti quelli disponibili possono valere la spesa. E’ disponibile una comoda tabella che aiuta chi vuole acquistare un libro a capire quali testi sono adatti al proprio livello di preparazione. Di ogni libro, poi, è possibile ottenere dei capitoli di prova per assicurarsi del livello del contenuto.

Personalmente ho già fatto i miei acquisti, in particolare:

  • The art and science of javascript
  • Deliver first class websites
  • Simply Rails 2
  • The PHP Antology
  • The Javascript Antology

Ho già acquistato in altra occasione The complete CSS reference e mi sono trovato talmente bene che ve lo consiglio, mentre ho trovato un po tirato via, benchè utile, Everything you know about css is wrong.

Se volete approfittare dell’occasione fate in fretta!

Se poi vorrete segnalare tra i commenti le vostre scelte sarete i benvenuti.

Libri da scaricare: Memorie di un cuoco d’astronave

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Memorie di un cuoco d'astronave

Settimana di Natale. E’ tempo di prendersi una pausa e recuperare quel poco di energie rimaste per arrivare alla notte di San Silvestro. Questa settimana, quindi, niente testi tecnici ma un libro di fantascienza pura. Un libro che ha vinto il premio urana 1997 e che è disponibile gratuitamente grazie all’autore, alla Mondadori e, per ultimo ma non da ultimo, al progetto LiberLiber.

E trattandosi di fantascienza pura, la copertina non poteva essere che una copertina d’annata, il prezzo ancora in lire e la grafica che la contraddistingue era quella tipica delle pubblicazioni di qualche tempo fa.

Il titolo dice tutto, e lascia molto da scoprire al lettore che si trova d’improvviso trascinato in una girandola di pianeti e creature aliene, vi scoprirete a cercare di trovare (e vi giuro che c’è) il modo corretto di leggere il nome del cuoco “non OX”
Ammmbow-ae-k-waternuh, o scoprire da quale posto provengano i Kah-tuh-nae-seee.

Per farla breve, il libro è godibile, le ricette funzionano tutte e non sono difficili da preparare una volta che siate riusciti a sostituire gli ingredienti alieni con la loro controparte terrestre.

Vi lascio con la chiusa del curatore originale del libro. I link, per chi ancora li cercasse sono in cima alla pagina.

Purtroppo la licenza con cui è stato rilasciato il testo mi impedisce di farne un link diretto e dovrete, dopo aver raggiunto la pagina dell’autore, Massimo Mongai, arrivare fino in fondo alla pagina e scaricare il file in formato pdf, o rtf o txt se vi possono essere più comodi. Un piccolo sforzo in più che vi permetterà di godere, se vorrete, di una spigliata autobiografia e della possibilità di scaricare un altro testo di Mongai, Il gioco degli immortali.

Fu Rodolfo-Rudy “Basilico” Turturro un uomo per tutte le stagioni? Fu “uomo dal multiforme ingegno”? Fu cuoco o diplomatico, gourmet o politico? Domanda ripida, ardua la risposta: lascio entrambe al lettore.
Un solo piccolo consiglio critico. Leggete questo libro con lo spirito leggero con cui lui lo ha scritto: quello di un giovane cuoco, al suo primo imbarco su una astronave.
Buona lettura.
Il curatore
Ssimamo ‘Ngamoi

Libri da scaricare: Ubuntu per tutti

Ubuntu per tutti
Ubuntu per tutti

Non sono passate neanche due settimane dal rilascio della versione 8.10 di Ubuntu Gnu/Linux che ho pensato di recensire, con la mia solita tempestività, un libro dedicato all’installazione e all’utilizzo della versione 8.04.

Ovviamente si tratta di un libro dedicato a chi vuole avvicinarsi a linux per la prima volta seguendo un percorso ben collaudato. Una volta terminata l’installazione sarete solo a metà del libro.

A differenza delle solite guide che lasciano l’utente libero di sperimentare di sua iniziativa con i numerosi programmi disponibili, l’autore fa una scelta, magari discutibile, di programmi che servono a risolvere le più comuni necessità di un utente e li illustra rapidamente.

In definitiva si tratta di una guida che, se anche non vi servirà direttamente, potrà esservi molto utile nella vostra opera di evangelizzazione.

Non mi resta che chiudere con il link  alla pagina da cui potrete scaricarne la versione elettronica, o la pagina da dove comprare quella cartacea

Javascript: The good parts

The Good Parts
Javascript: The Good Parts

In questi giorni sto finendo di leggere il libro il cui titolo fa da intestazione a questo post.

Si nota che l’estate la sto votando a Javascript :)?

Cosa dire a riguardo? Il libro è particolarmente asciutto, quasi quanto questa recensione. Non si perde in fronzoli ed affronta il linguaggio cercando di soffermarsi sulle parti positive del linguaggio e avvertendo il lettore dei costrutti da evitare.

La lettura è molto veloce, daltronde si tratta di poco più di 150 pagine, densa di informazioni e con una attenzione ai formalismi che non appesantisce il filo del discorso ne’ rende spiacevole l’esperienza ad un lettore alle prime armi.

Certo qualche esempio in più avrebbe sicuramente aiutato chi non è particolarmente esperto del linguaggio ed avrebbe reso il libro un po più godibile anche ai lettori più scafati.

Tutta un’altra impressione rispetto a “Javascript: la guida definitiva”, che preferisco come libro/manauale da tenere sulla scrivania, ma vale la pena di darci un’occhiata (magari prima di comprarlo dateci letteralmente un’occhiata, anche più d’una, in libreria).

Ultima pecca che posso trovare al libro è il prezzo: vista la stringatezza del testo avrei preferito che fosse più compatto. Così com’è, 23.45€ su webster, si fa sentire un po’ troppo.

E questo è tutto.

Basta un click …

… Una spruzzata di pseudo xml e qualche riga di bash per creare applicazioni grafiche.

Stavo pascolando per tutta internet per ingannare il caldo quando mi sono imbattuto in questo programma che, se pur con delle pecche di gioventù mostra buone potenzialità.

Se non volete pasticciare con zenity per dare un’interfaccia grafica ai vostri script bash troverete in BUC una alternativa, a mio parere non altrettanto valida ma sicuramente promettente.

La prospettiva è rovesciata. Se in zenity sono disponibili delle finestre predefinite per interagire con  l’utente, buc vi permette di definire un’interfaccia grafica associando ai controlli degli script bash, che possono anche interagire tra loro. Cuore del sistema sono dei particolari file di configurazione che sul sito ufficiale vengono definiti come file xml.

L’xml di questi file è a dir poco particolare, può, in alcuni casi essere malformato e non passare le verifiche di xmllint. Ho fatto qualche prova perché mi sono stupito quando un piccolo e banale script di hello world non ha prodotto alcun risultato se non una finestra vuota. E’ saltato fuori che avevo saltato un tag e quindi l’xml non poteva essere interpretato correttamente.

L’unico motivo che possa impedire una validazione formale dell’input sarebbe la necessità di dover interpretare file malformati e così ho potuto valutare: le redirezioni vengono interpretate da xmllint come entità e la validazione non va a buon fine. La soluzione di un simile problema potrebbe essere banale, basterebbe inserire gli script con le redirezioni in un elemento CDATA per poter affrontare la validazione. Il programma non lo fa, almeno per ora, anche se lo sforzo per poter inserire questa feature non dovrebbe essere particolarmente importante.

Un altro peccato veniale del progetto è una certa mancanza di coerenza tra i tag, alcuni hanno opzioni specificate come sottoelementi, mentre in altri la stessa opzione viene specificata, per me più naturalmente, come attributo del tag. Mi riferisco agli elemento title dei tag tab ed all’attributo title dell’elemento button.

Altra pecca, l’attributo filter del tag file che può essere multiplo e sarebbe stato espresso più naturalmente come una sequenza di sottoelementi.

A parte questi appunti, che non sono altro che questioni di lana caprina, il progetto è interessante ed è già usabile e ne consiglio il test e l’utilizzo. I ragazzi del Sicilinux stanno facendo un bel lavoro.

Qualche riferimento per approfondire: