Farewell World!

C

“Oggi andrò a dormire un po’ più vecchio di stamattina. Non c’è nulla di strano in questo, direte voi e certamente avete ragione. Eppure un altro piccolo pezzo della mia esistenza è andato perduto. Dennis Ritchie, sui cui libri, uno in particolare, ho sudato tanto, è morto in queste ore.

Non vi appesterò con uno scontato programma in c, anche se ne ho la tentazione, ma devo comunque scrivere qualcosa a riguardo.

E’ come quando segui le olimpiadi e ti accorgi improvvisamente che tutti gli atleti che vi partecipano sono più giovani di te, o conosci i figli di un tuo amico di scuola. Un piccolo pezzo di te, che non sapevi neanche di avere si palesa e ti abbandona e ti scopri non più immortale e senza parole.

Mi mancherà Dennis, anche se non l’ho mai conosciuto e l’ho sempre dato per scontato. Anche se, per me, ha passato la sua vita all’ombra di Kerningham, potenza dell’ordine lessicografico.

Si lo so, è il padre di Unix, in un certo senso un nonno di Linx ma per me resterà sempre colui che ha inventato il C.

Farewell World!”

Libri da scaricare: Beyond Linux From Scratch

Beyond Linux from scratch
Beyond Linux from scratch

Per il seguito della rubrica Libri da scaricare non potevo non occuparmi di Beyond linux from scratch.

Si tratta della continuazione del libro segnalato la scorsa settimana, Linux from scratch. Se nel libro precedente venivamo guidati per mano nell’assemblaggio del sistema operativo di base, questa seconda parte si occupa, a detta dello stesso curatore, di rispondere a tutte quelle domande che sono rimaste senza risposta in Linux from scratch.

Anche se indirizzato principalmente ai lettori di quest’ultimo libro, BLFS, è fruibile anche da utilizzatori di distribuzioni linux meno artigianali che volessero compilare da soli i pacchetti illustrati in questo testo.

Non c’è molto altro da dire che non sia stato già detto nella recensione precedente alla quale vi rimando. Tutti i pregi e difetti evidenziati restano e non posso fare altro che confermare l’impressione positiva che mi ha già fatto Linux from scratch.

Buona lettura

Linux: Recuperare le foto cancellate da una memory card

Photoframe

Oggi pomeriggio ho passato qualche ora di panico nel tentativo di recuperare una foto cancellata per errore da una memory card. Ho addirittura temuto di dover usare qualche programma per windows!

Cominciamo dall’inizio. L’interfaccia della nuova macchina digitale compatta è inversamente proporzionale alla qualità delle foto: pessima. Come risultato, mentre si sfogliano le foto si rischia di cancellarle. Si, è richiesta la conferma dell’azione ma non crederete che mi metta a leggere gli avvertimenti di una macchina fotografica 🙂 .

Torniamo a noi. Ho dovuto scartabbellare per un bel po’ tra le decine di pagine riportate da Google prima di trovare Photorec e TestDisk,  i  programmi segnalati in questo post.

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Congiunzioni digitali: time_t @1234567890

Se non credete alle quadrature astrali, alle congiunzioni planetarie ed alle coincidenze. Se il millennium bug non vi ha preoccupato minimamente ora è tempo di festeggiare.

Meglio di un capodanno o di un inizio millennio, oggi Venerdì 13 Febbraio alle 23:31:30 UTC/GMT il timestamp della vostra macchina linux toccherà la magica cifra 1234567890 🙂

Per noi italiani, che abbiamo un’ora di vantaggio sugli inglesi l’ora fatidica scatterà poco dopo la mezzanotte del 14 Febbraio, alle 00:31:30.

Anche il giorno della settimana ci è propizio, invece che nel mezzo del lunedì mattina nella notte tra venerdì e sabato.

Se proprio avrete bisogno di una scusa per un’altra birra stasera, non dimenticatevi dell’evento.

Bash: a spasso tra le directory.

La mia home directory è piena zeppa di cartelle e sottocartelle, immagino anche la vostra, perchè preferisco perdere i miei file in una gerarchia ben ordinata di cartelle che mi dia l’illusione, almeno finché non li cerco, che sia facile ritrovare i dati che mi servono.

Per chi utilizza principalmente l’interfaccia grafica la cosa può anche funzionare per chi invece consuma la tastiera e risparmia il mouse spesso questa scelta significa digitare path chilometrici.

Non più. Directory dai nomi lunghi? Path complicati da digitare? $CDPATH è la soluzione a tutti i vostri problemi. Non previene la caduta dei capelli, questo no, ma vi permetterà di risparmiare qualche decina di migliaia di battiture all’anno. I polpastrelli delle vostre dita ve ne saranno grati e voi passerete più piacevolmente il vostro tempo alla tastiera.

Non c’è neanche bisogno di installare pacchetit esoterici, tutto quello che dovrete fare è aggiornale la configurazione di bash.

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Libri da scaricare: Ubuntu per tutti

Ubuntu per tutti
Ubuntu per tutti

Non sono passate neanche due settimane dal rilascio della versione 8.10 di Ubuntu Gnu/Linux che ho pensato di recensire, con la mia solita tempestività, un libro dedicato all’installazione e all’utilizzo della versione 8.04.

Ovviamente si tratta di un libro dedicato a chi vuole avvicinarsi a linux per la prima volta seguendo un percorso ben collaudato. Una volta terminata l’installazione sarete solo a metà del libro.

A differenza delle solite guide che lasciano l’utente libero di sperimentare di sua iniziativa con i numerosi programmi disponibili, l’autore fa una scelta, magari discutibile, di programmi che servono a risolvere le più comuni necessità di un utente e li illustra rapidamente.

In definitiva si tratta di una guida che, se anche non vi servirà direttamente, potrà esservi molto utile nella vostra opera di evangelizzazione.

Non mi resta che chiudere con il link  alla pagina da cui potrete scaricarne la versione elettronica, o la pagina da dove comprare quella cartacea

Basta un click …

… Una spruzzata di pseudo xml e qualche riga di bash per creare applicazioni grafiche.

Stavo pascolando per tutta internet per ingannare il caldo quando mi sono imbattuto in questo programma che, se pur con delle pecche di gioventù mostra buone potenzialità.

Se non volete pasticciare con zenity per dare un’interfaccia grafica ai vostri script bash troverete in BUC una alternativa, a mio parere non altrettanto valida ma sicuramente promettente.

La prospettiva è rovesciata. Se in zenity sono disponibili delle finestre predefinite per interagire con  l’utente, buc vi permette di definire un’interfaccia grafica associando ai controlli degli script bash, che possono anche interagire tra loro. Cuore del sistema sono dei particolari file di configurazione che sul sito ufficiale vengono definiti come file xml.

L’xml di questi file è a dir poco particolare, può, in alcuni casi essere malformato e non passare le verifiche di xmllint. Ho fatto qualche prova perché mi sono stupito quando un piccolo e banale script di hello world non ha prodotto alcun risultato se non una finestra vuota. E’ saltato fuori che avevo saltato un tag e quindi l’xml non poteva essere interpretato correttamente.

L’unico motivo che possa impedire una validazione formale dell’input sarebbe la necessità di dover interpretare file malformati e così ho potuto valutare: le redirezioni vengono interpretate da xmllint come entità e la validazione non va a buon fine. La soluzione di un simile problema potrebbe essere banale, basterebbe inserire gli script con le redirezioni in un elemento CDATA per poter affrontare la validazione. Il programma non lo fa, almeno per ora, anche se lo sforzo per poter inserire questa feature non dovrebbe essere particolarmente importante.

Un altro peccato veniale del progetto è una certa mancanza di coerenza tra i tag, alcuni hanno opzioni specificate come sottoelementi, mentre in altri la stessa opzione viene specificata, per me più naturalmente, come attributo del tag. Mi riferisco agli elemento title dei tag tab ed all’attributo title dell’elemento button.

Altra pecca, l’attributo filter del tag file che può essere multiplo e sarebbe stato espresso più naturalmente come una sequenza di sottoelementi.

A parte questi appunti, che non sono altro che questioni di lana caprina, il progetto è interessante ed è già usabile e ne consiglio il test e l’utilizzo. I ragazzi del Sicilinux stanno facendo un bel lavoro.

Qualche riferimento per approfondire:

DNS: un test di affidabilità

Stamattina il blogroll si è arricchita di un indirizzo che, in questo, momento reputo prezioso.

www.dns-oarc.net è l’indirizzo web di un centro di ricerca che si occupa dei DNS e da qualche giorno, anche se io l’ho scoperto solo, ora è disponibile un test per i server DSN.

Si tratta di un test che verifica l’applicazione di alcune patch di cui si è fatto un gran parlare qualche giorno fa, soprattutto per il verificarsi di un ipotetico 0-day; un giorno in cui tutti i maggiori sviluppatori di DNS avrebbero risolto alcune vulnerabilità da poco scoperte e largamente, se non universalmente, diffuse.

C’è una comoda pagina che permette di fare il test dei dns che un computer sta utilizzando, ma non finisce qui.

E’ possibile, infatti, da linea di comando, interrogare un qualunque dns.

Il comando è

dig @<dns-ip> +short porttest.dns-oarc.net TXT

dove, ovviamente <dns-ip> è l’ip del server dns da testare.

L’esito della risposta può essere POOR, FAIR o GOOD, la sua interpretazione dovrebbe essere semplice 😉 ma in caso ci fosse bisogno di ulteriori informazioni si può fare riferimento al post originale sul sito di dns-oarc.

Ovviamente ho testato i dns che uso normalmente (opendns) e sono risultati molto affidabili mentre i dns che mi vengono comunicati dal provider (alice) hanno comportamenti differenti: molto affidabile il principale, 85.37.17.52, mentre non affidabile il secondario 85.38.28.92.

E questo è tutto.

P.S.

Anche punto-informatico.it ha segnalato il problema e, tra i commenti all’articolo, si trova l’indirizzo di un altro sito che permette di testare i dns: www.doxpara.com